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Dalle ceneri di NFL Italia Blog, qui per un nuovo inizio. Continuando, con semplicità e passione, a scrivere di NFL e College Football. Notizie, Commenti, Risultati e Statistiche dal mondo della palla ovale, made in USA. Fabio "Bembo" Bertini
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01 novembre 2022

NFL 2022 - Week 8

NFL Week 8 - Risultati e Commenti

 
Monday Night che si chiude con la netta vittoria dei Browns per 32 a 13. Prestazione di spessore della difesa di Cleveland, che asfalta la OL di Cincinnati annullando così l'attacco dei Bengals. Per Joe Burrow, 5 sack subiti, un intercetto ed un fumble, descrivono la prova della pass rush dei Browns.
Come ormai spesso accade Cincinnati può trasformarsi, da macchina segna punti con il passing game ad un attacco sterile se viene fermato sul nascere, mettendo la giusta pressione alla linea d'attacco, eterno tallone di Achille dei Bengals. Per Cleveland finalmente una vittoria netta, che risolleva il morale e consegna ai tifosi il decimo TD su corsa di Chubb. 10 TD nelle prime otto settimane, non si vedevano a Cleveland dal 1959 con un certo Jim Brown. Buona prova del QB Brissett, che si riscatta dopo le ultime deludenti prestazioni. 

Riavvolgiamo il nastro e torniamo alla partita del giovedì notte, che ha visto il successo dei Ravens sui Buccaneers per 27 a 22. Per Tom Brady il rischio di non agguantare i playoff si fa sempre più concreto, visto il sorpasso di Atlanta, al primo posto, nella NFC South. Tampa ha provato, e almeno nel primo tempo, è riuscita a limitare Lamar Jackson, sia nelle corse che nel passing game. Nella seconda parte di gara però, Baltimore è stata implacabile con 3 TD in altrettanti drive che li ha spinti al successo. Il Running game dei Bucs continua a non funzionare e in situazioni di vantaggio, come lo erano ad inizio del terzo quarto, sarebbero importantissime le corse per mangiare tempo sul cronometro e evitare "3 and Out" che consentono agli avversari di tornare sotto velocemente. Per i Ravens un successo importante che li mantiene al primo posto della AFC North, anche grazie alla sconfitta dei Bengals.

Broncos vs Jaguars si è giocata al Wembley Stadium di Londra, davanti ad 86mila tifosi europei del Football americano. Non si è trattata di una partita memorabile, come spesso accade negli incontri della International Series di NFL, che dal 2007 ha visto raramente match interessanti. Io ho avuto modo di vedere un incontro nel 2015 ed è senza dubbio un'esperienza incredibile per noi europei, se non si ha la possibilità di andare direttamente negli USA a vivere un match di NFL. 

08 febbraio 2016

Super Bowl 50

Carolina Panters 10 Vs Denver Broncos 24

In un Super Bowl poco avvincente e dal copione immutato, escono vincitori i difensori di Denver e il loro defensive coordinator Wade Phillips. La difesa Broncos ha letteralmente giocato da sola, e da sola ha vinto il match del Super Bowl 50. Stesse prestazioni mediocri, ma opposti stati d'animo e valutazioni, per i due QB. Come prevedibile su Cam Newton si abbattono tutte le critiche dei suoi detrattori, rimasti senza argomenti durante la stagione regolare. 
Per Peyton, invece, si chiude una straordinaria carriera con la peggior stagione personale di sempre, ma il finale Hollywoodiano è già pronto. Il QB recordman che vince il suo secondo Super Bowl e si ritira nella stessa serata è quanto di più amano gli americani.
Adesso ripercorriamo i 60 minuti del Super Bowl 50, per poi analizzare più nel dettaglio la sfida vinta da Denver.
 
Il racconto:
Il coin toss vede vincere Carolina, che decide di tenersi il possesso per il secondo tempo, calciando così il kickoff del Super Bowl 50.
Nel primo attacco dei Broncos, un preciso Manning approfitta subito di una difesa Panthers un po' bloccata per portarsi nella red zone. Carolina sembra svegliarsi e ferma l'avanzata dei Broncos, costringendoli al field goal, che comunque regala i primi 3 punti e il vantaggio a Denver.
Il primo possesso di Carolina è subito fermato dalla difesa avversaria, senza nemmeno un primo down conquistato.
Dopo un three and out per i Broncos, succede l'incredibile. Newton al 3°down, mentre sta per subire un sack da parte di Von Miller, finisce per perdere palla a poche yard dalla propria endzone e, rapidissimi, i difensori di Denver si catapultano a ricoprire l'ovale che termina la sua corsa nell'endzone. La palla è ricoperta dal DE Malik Jackson, per il touchdown del 0-10. Risultato incredibile viste le premesse della vigilia.
La pressione della pass rush di Denver è incredibile e l'attacco di Carolina sembra in balia e senza idee.
Ad inizio secondo quarto, finalmente, sembra uscire dal tunnel l'attacco dei Panthers, grazie soprattutto ad un paio di corse personali di Cam Newton e alle penalità di Talib. Giunti ad una yard, è la corsa con salto del RB Stewart a regalare il primo TD a Carolina per il 7-10.
La difesa di Carolina, dopo un avvio lento, torna ai suoi livelli e costringe al 3° three and out di fila l'attacco guidato da Manning.
Un grande ritorno di punt di Norwood, regala un'ottima posizione di partenza dentro la redzone all'attacco di Denver. La squadra del Colorado però non sfrutta a dovere e si deve accontentare di altri 3 punti. L'occasione di segnare un TD era molto ghiotta, tant'è che avevano provato a giocarsi un 4° down vanificato da una penalità. 7-13 DEN
Il FB Tolbert, provando a conquistare un primo down in sfondamento, finisce per perdere palla e regalare un altro possesso ai Broncos.
Il RB Anderson, per la prima volta nella partita, trova una corsa importante portando sulle 25 la propria squadra. In una partita piena di errori è la volta di Peyton, che lancia un passaggio sbagliato intercettato dal DE Ealy.
Il secondo quarto si chiude con l'ennesimo sack della difesa Broncos, da parte di Ware. Punteggio ancora inchiodato sul 7-13 DEN.
Il secondo tempo si apre con il primo big play offensivo del match, con una grande ricezione di Ted Ginn, che porta Carolina nella metà offensiva del campo. Ancora sull'asse Newton-Ginn sembra ritrovarsi l'attacco dei Panthers. Incredibilmente il field goal, dalle 44 yard, di Carolina si infrange in pieno sul palo. Ancora 6 quindi i punti di scarto tra le due franchigie.
Manning trova in Sanders il suo ricevitore migliore e con due passaggi si portano a ridosso della endzone. La difesa di Carolina però tiene e i Broncos si devono accontentare di altri 3 punti, che comunque aumentano il divario a 9. 7-16 DEN
Continua ad andare tutto storto per l'attacco dei Panthers e, dopo una buona serie di play, ecco che arriva l'intercetto sul pass di Newton.
Anche il terzo quarto si chiude con Cam Newton in balia della pressione della difesa dei Broncos, che gli impedisce di sviluppare qualsiasi azione.
Per la prima volta la partita sembra sorridere a Carolina, quando sul fumble di Manning l'ovale viene ricoperto dai giocatori dei Panthers.
Nonostante l'ottima posizione di partenza, Carolina si deve accontentare del Field Goal che riporta a meno di una segnatura il divario tra le due squadre.
A 5:00 dal termine, anche il quarto quarto continua in una serie di punt e three and out.
La parola fine sul Super Bowl arriva a 4 minuti dalla fine quando un fumble di Newton viene raccolto dalla difesa dei Broncos e riportato fin sulle 4 yard.
La definitiva conferma arriva dal TD del RB Anderson, che porta il risultato sul 10-24 grazie anche alla trasformazione da 2. Per Denver si profila la terza vittoria al Super Bowl della loro storia.
Con 3 minuti e 8 secondi i Panthers provano l'impossibile, ma ancora una volta si scontrano contro la spettacolare difesa Broncos. E così Denver chiude la partita che ha saputo dominare fin dall'inizio, con una aggressività pazzesca, mascherando tutte le lacune del loro attacco.

L'analisi:
Premetto che le partite dominate dalle difese, molto spesso, sono anche avvincenti, quello che è mancato al Super Bowl 50, per risultare interessante e avvincente, è stata la sensazione di imprevedibilità, della possibile svolta. Ovvero la difesa Broncos è stata così superiore, soprattutto, alla linea offensiva di Carolina, che non c'è mai stata una fase in cui si potesse pensare ad un cambio dell'inerzia della gara. 

03 febbraio 2014

Super Bowl XLVIII

Seattle Seahawks 43 Vs Denver Broncos 8

Il Super Bowl XLVIII, che doveva essere equilibrato e bellissimo, si trasforma dopo pochi secondi in un trionfale e incontrastato dominio dei Seahawks, che hanno annientato i Broncos sia in attacco che in difesa.

Il Riassunto: 
L'inizio ha già dell'incredibile, con il primo snap che viene sparato in area dal centro Ramirez. L'incolpevole Peyton può solo guardare la palla passargli sopra e finire verso la propria endzone, dove un pronto Moreno va a raccogliere, anche se è inevitabile la safety. Quindi dopo pochi istanti di gioco già 2 punti per Seattle, che nel drive seguente mettono a segno il field goal che li porta sul +5.
Ci si aspetta che Manning inizi finalmente a giocare il Super Bowl, ma appare subito chiaro che oggi la difesa dei Seahawks è, se possibile, ancora migliore del solito. Placcaggi fulminei e aggressività in pass rush spaventosa, fanno tornare a sedere l'attacco di Denver costretto al punt.
Sembra che però i Seahawks, seppur con un ottimo inizio, non riescano a indirizzare verso Seattle la sfida visto che, con già 2 possessi in ottime posizioni, non vanno oltre ai calci da 3 punti. Quindi grande partenza, ma ancora solo sul 8-0.
In molti, fiduciosi in Denver, si aspettano il cambio di passo ed invece arriva il primo intercetto di giornata per Peyton. Questa volta c'è la firma di uno della Legion Of Boom, ovvero Kam Chancellor la Strong Safety.
Con il secondo turnover e l'aver chiuso il primo quarto ancora senza un down conquistato dai Broncos, anche i fan più ottimisti iniziano a vacillare sulle possibilità dei loro idoli.
Nel drive conseguente l'intercetto sembra che l'attacco guidato da Wilson inizi a girare bene e si arriva fino ad una yard dalla endzone, anche grazie al regalo del CB Tony Carter, che commette una evidente pass interference ai danni di Golden Tate in area. La posizione dopo la penalità sembra ottima per Marshawn Lynch che infatti, pur respinto al primo tentativo, nel play seguente sfonda le linee nemiche ed entra dentro per il primo Touchdown della partita. È 15-0.
La difesa dei Seahawks rientra in campo. La loro aggressività è spaventosa, come un branco di famelici animali che si accaniscono contro la preda sanguinante. Infatti il secondo intercetto di Manning arriva grazie alla spaventosa pressione che la linea difensiva mette sulla OL, una volta perfetta, di Denver. Ed ecco che il Linebacker Malcom Smith cattura la palla e se ne va indisturbato verso la goal line. Adesso la disfatta inizia a prendere proporzioni incredibili.
Ci sarà il tempo per un ultimo drive nel primo tempo dei Broncos, ma si concluderà con un turnover on down su un 4°e 2.
L'intervallo in questi casi serve veramente a poco, la speranza si limita a vedere una partita almeno più equilibrata.
Non è dello stesso avviso Seattle, e sul kick off il rientrante Percy Harvin si lancia in una corsa verso la gloria, per un ritorno in TD da ben 87 yard. Facendomi ricordare la somiglianza con il ritorno di un anno fa di Jacoby Jones che ad inizio 3° quarto portò con il suo TD i Ravens sul 28-6. Visto che in quel caso la gara si riapri, o meglio si spensero le luci per poi riaccendersi con la rimonta dei 49ers, forse l'ultima speranza di una gara divertente non è ancora seppellita. Forse morta, ma ancora non sotto terra.
Niente. Ogni volta i Broncos trovano il modo per distruggere una stagione favolosa, questa volta con il fumble di Demaryius Thomas, unico fino a quel momento a meritarsi la sufficienza dei suoi. Il merito del Forced Fumble è del CB Byron Maxwell, che con un ottimo colpo fa perdere la palla al ricevitore e, come un avvoltoio, ancora una volta è Malcom Smith a ricoprire l'ovale.
Se all'appello mancava il QB dei Seahawks, ecco che Russell nonostante il vantaggio non si fa rinunciatario e inanella una serie di ottimi passaggi che lo portano al suo primo TD Pass grazie alla ricezione di Kearse.
Adesso il tabellone segna 36-0.
La stagione dei record di Manning sta per coglierne un altro, molto più triste, ovvero essere il primo team che resta a secco di punti in un Super Bowl. Per fortuna la difesa di Seattle si concede una piccola pausa, che permette finalmente a Peyton di centrare il suo primo drive vincente della sfida concluso con la ricezione di Demaryius Thomas.
Ovviamente seppur la rimonta sia utopistica, i Broncos provano l'onside kick, ma ne esce un facile pallone che viene prontamente ricevuto dal TE Miller.
Il finale della partita ci regala un'ultima serie di ottimi passaggi di un sontuoso Russell Wilson che lo portano al suo secondo TD, questa volta grazie alla ricezione finale di Baldwin.  
È la fine su uno dei Super Bowl più belli nelle attese della vigilia, finito per trasformarsi in un dominio assoluto della squadra più forte della NFL. Con una difesa che tra qualche anno, con commenti più distaccati e non condizionati dal momento, verrà ricordata e messa a fianco di Bears del '85 oppure dei Ravens del 2000.
 
L'analisi:    
Un match a senso unico, come mai mi era accaduto di vedere in un Super Bowl, con tutte le premesse della vigilia mantenute e anzi implementate solo dai Seahawks che hanno dominato in ogni zona del campo.
La difesa, che sapevamo essere forte, è stata veramente mostruosa, con una velocità, grinta e cattiveria sportiva da far paura. Soprattutto perché è rimasta a quei livelli fino alla fine. Non a caso, i doppi placcaggi hanno perfino infortunato un paio dei propri giocatori. Come è accaduto nel finale quando Earl Thomas ha infortunato Sherman. A proposito del CB di Seattle, che dopo il championship vinto è stato su tutti i media sportivi e non, mettiamo subito in chiaro che, seppur non abbia intercettato nessuna palla, è stato comunque fenomenale, costringendo uno come Manning a non lanciare verso le sue zone. In una sola occasione è stato veramente messo alla prova sul profondo da Peyton ed è stato pazzesco. Avanti al proprio ricevitore, da sembrare lui quello incaricato alla ricezione tanto che avrebbe meritato la pass interference offensiva.
Però non mi limito a Sherman o alla Legion Of Boom, sarebbe un'ingiustizia verso tutta la difesa che ieri ha giocato da manuale del football. Da insegnare dalla High School, fino agli spogliatoi della NFL,  passando per i college di ogni stato americano. Earl Thomas e Kam Chancellor a sferrare colpi appena il ricevitore toccava la palla. Maxwell il CB, che sostituisce Brandon Browner nella LOB, con un ottimo intervento ha forzato il fumble di Thomas. Per non parlare di Malcom Smith MVP dell'incontro, un intercetto con TD su ritorno, un fumble ricoperto e 9 tackles. Il suo MVP onestamente è un po' forzato a mio avviso, non che non avesse i numeri per vincerlo, ma lo vedo più come un tributo alla difesa dei Seahawks, più che al singolo. Altre volte con un difensore con statistiche simili e un QB con 2 TD pass al secondo anno tra i pro e al suo primo Super Bowl, sarebbe andato senza dubbio a Russell Wilson. Ma ieri era veramente difficile dare un premio singolo ad uno spettacolo corale di questo tipo. Ad esempio Clemons con i suoi 2 fumble forzati e il sack a ricordare il lavoro incredibile della linea difensiva che ha ridicolizzato quella OL che, a detta di tutti (anche da me), era un muro di cinta impenetrabile, fatto per proteggere il fragile fisicamente, e forse non solo, Peyton Manning.
Vogliamo parlare di Coach Pete Carroll, che non scrivo tutto maiuscolo perché sarebbe troppo evidente la mia personale ammirazione. Un uomo che, intanto, con il Super Bowl di ieri è diventato il 3° nella storia ad aver vinto sia il titolo nella NCAA che in NFL. Ma è soprattutto l'aver saputo costruire in questi anni, partendo praticamente da zero, un team fortissimo. Il più forte di sicuro che Seattle abbia mai avuto e che sono certo farà ancora bene nei prossimi anni, perché è fondato su giovani con fame di vittoria e dotati di un talento indiscutibile. Faccio pochi nomi, ma che rendono bene il suo straordinario lavoro. Marshawn Lynch preso dai Buffalo Bills, che in quegli anni seguivo molto. Avevano scelto di preferire alla "Bestia" C.J. Spiller, che nel 2010 avevano preso al primo giro di draft, e tenersi Fred Jackson. Ecco forse, con rispetto per Jackson, ma mettere Spiller a confronto di Lynch... Non mi esprimo, per non scrivere frasi offensive. Eppure Pete Carroll l'ha preso e ne ha fatto quello che tutti consideriamo uno dei migliori running back della lega.
Russell Wilson? Ne vogliamo parlare? L'anno scorso, e chi mi segue lo sa, mi ero spesso speso per descrivere come il talento e la completezza di Wilson lo rendessero migliore dei due QB draftati nel 2012. Ovvero Andrew Luck e Robert Griffin III, prima e seconda scelta assoluta in quell'anno. Russell fu preso al 3° giro, dopo i QB di Miami, Cleveland e il secondo di Denver...
Certo in quel caso per Carroll era ancora una scommessa, buona per spenderci un 3° giro, in fin dei conti aveva già a roster Matt Flynn che per molti era un ottimo QB, oscurato da Aaron Rodgers.
Non scherziamo. In quella pre season, che ho seguito molto bene perché c'era il mio idolo Terrell Owens, che si giocava un posto nei 53 a roster, Carroll capì fin da subito che doveva puntare decisamente su quel ragazzo, basso per la media, ma capace di lanciare bene, correre altrettanto e soprattutto freddo e non incline all'errore. Infatti dalla prima di regular season del 2012 a ieri Wilson non ha più lasciato il posto da starter.
Ecco quella fu una grande preseason. Fu il passaggio tra la cenerentola che nel 2010 aveva stupito per la vittoria a sorpresa contro i Saints al wild card game, dopo un approdo fortunato alla postseason, e la squadra che in due stagioni ha saputo diventare la più forte della NFL. Senza, e ripeto senza, ombra di dubbio.
Ha battuto i Broncos fino a ieri i favoriti al Super Bowl e i 49ers nel Championship della NFC, che a posteriori è stata la sfida tra le due più forti della lega. Si, un po' di buon umore dovrebbero averlo anche i rivali di Seattle, perché San Francisco sa di aver perso contro il team più forte e soprattutto di essere anche stati gli unici ad averli fatti soffrire veramente.
L'ultimo nome che incarna lo spirito Seahawks è Malcom Smith, MVP del Super Bowl che udite udite,  è stato preso da Seattle al 7° giro del draft nel 2011 scelta numero 242! Tutti ci ricordiamo della magia di Sherman contro i 49ers, ma anche in quel caso a raccogliere la palla deviata da Richard c'era proprio lui, Smith!
Ieri abbiamo rivisto finalmente anche Percy Harvin. Il ragazzo, pur non giocando da ormai quasi 2 stagioni in modo continuativo, si è fatto vedere eccome, con corse in end-around e il suo ritorno in Touchdown. Se recuperato, nella prossima stagione Wilson potrà contare su un’arma in più, come se questi Seahawks ne avessero bisogno.
Infine, un bravo va anche alla OL di Seattle. Ieri, grazie anche alla differenza tra la difesa dei Broncos rispetto a quella dei 49ers, ha saputo proteggere molto meglio il proprio QB, che è uscito dalla tasca molto meno rispetto al championship e non ha subito nessun sack.
Per finire il pacchetto ricevitori con Baldwin, Tate e Kearse che tutto sommato hanno svolto un'ottima stagione. Con Russell a lanciarli e la loro giovane età non potranno fare altro che migliorarsi.
Ecco una squadra, un gruppo fatto con giovani ottimi e senza spendere per un monte stipendi da pazzi. Certo adesso arriveranno rinnovi profumati, è il normale corso delle cose, però c'è chi arriva a vincere senza far follie e poi magari adegua i contratti e chi di follie ne continua a fare con i suoi petrol-dollari e al Super Bowl non ci arriva. Anzi nemmeno ai playoff... Qualsiasi riferimento ai Dallas Cowboys è puramente casuale.
Arriviamo ai Broncos, e questa volta la frase onore agli sconfitti è un po’ forzata. Sicuramente hanno fatto una stagione favolosa, statistiche e chi più ne ha ne metta, ma alla fine della fiera conta solo vincere. Quando in palio c'è il Super Bowl, il resto serve solo per arrivare a giocarsi il Lombardi Trophy.
5 MVP per la stagione e un solo Super Bowl nel 2006 devono far riflettere. Il fatto che Peyton Manning non sia lo stesso giocatore che gioca durante la stagione regolare è un dato di fatto. Ieri il primo intercetto è un passaggio clamorosamente sbagliato, e lo stesso per altri lanci nel corso della gara. Si può dire che era sotto pressione, sì, ma se si parla del MVP del 2013 mi aspetto che giochi bene anche contro una difesa aggressiva. Mi dispiace per i suoi fans, ma la natura in quella casa ha dato il talento a Peyton e le palle a Eli Manning!
Per non parlare dei ricevitori che onestamente si sono fatti sovrastare dalle secondarie. L'unico a essersi comportato bene è stato Demaryius Thomas che, anche con il fumble commesso, è stato il solo ad aver ricevuto anche ad inizio partita. Welker ha fatto qualcosa, ma solo nel finale. Questi non sono ricevitori fenomenali, sono solo ricevitori legati a doppio filo alle prestazioni del QB. Insomma Marshall, Calvin Johnson, Andre Johnson sono altra cosa.
La linea offensiva ha retto tutta la stagione e poi nel match clou parte con uno snap da comiche e prosegue costringendo Peyton, addirittura, a correre fuori dalla tasca. Non penso che altre franchigie non riescano, almeno per alcune fasi della partita, a giocare in questo modo contro Manning. È che l'approccio degli altri era più a coprire il profondo, che nell'aggredire alla fonte. È stato dimostrato che è una strategia suicida.
Per i runningback c'è poco da dire, fin da subito John Fox con le sue chiamate ha cercato di recuperare velocemente lo svantaggio, quando magari qualche corsa avrebbe impedito i turnover sanguinosi per gli intercetti di Manning.
La difesa di Denver, fino ad un certo punto, si era anche ben comportata, perché spesso i punti sono arrivati dagli special team o dalla difesa avversaria. Lynch è stato ben imbrigliato, e questa forse è stata l'unica cosa riuscita allo staff dei Broncos, anche se sono curioso di sapere se Lynch non abbia avuto qualche problema fisico visto che nell'ultimo quarto è praticamente sempre stato in sideline.
Denver esce sconfitta sotto ogni aspetto, con la prospettiva di una diaspora generale, l'obiettivo di vincere il Super Bowl con Manning è fallito clamorosamente per modi e proporzioni. Franchigia probabilmente da ricostruire nei suoi punti chiave, QB, RB e forse anche altri.
Quello che mi chiedo, e non saprò mai, è se i Broncos pensassero di aver già vinto senza nemmeno scendere in campo. Perché una partenza sbagliata ci può stare, ma così mi è parsa come una squadra senza quell’adrenalina fondamentale per questi tipi di partite. Se sono entrati troppo convinti di vincere facile è difficile nel corso della gara ritrovarsi, soprattutto quando gli avversari non ti lasciano niente per farti credere alla rimonta.
Per i tifosi di Denver sarà un triste Super Bowl, di cui vorranno presto dimenticare i ricordi.


 - Link --->  Highlights del Match Seattle Vs Denver.