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Dalle ceneri di NFL Italia Blog, qui per un nuovo inizio. Continuando, con semplicità e passione, a scrivere di NFL e College Football. Notizie, Commenti, Risultati e Statistiche dal mondo della palla ovale, made in USA. Fabio "Bembo" Bertini
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13 febbraio 2023

Super Bowl LVII

Kansas City Chiefs 38 Vs Philadelphia Eagles 35
 
Kansas City con una grandissima prova di carattere, dopo una partita che li ha visti sempre inseguire, cambia passo nell'ultimo quarto, anche grazie alla non perfetta difesa di Philadelphia. Patrick Mahomes, ancora visibilmente non al meglio per la caviglia, regala un'ottima prestazione ai suoi tifosi e compagni trascinandoli verso il terzo Super Bowl nella storia dei Chiefs. Per Mahomes si tratta del suo secondo Super Bowl e, finalmente, spezza l'incantesimo che dal 1999 vedeva sempre sconfitti in finale i vincitori del premio MVP della stagione. Ovviamente a coronamento è arrivato anche il titolo di MVP del Super Bowl.
Come sempre dividerò in due l'articolo con una prima parte di racconto e una seconda di analisi e commenti.

Il Racconto
Il primo drive del match tocca a Philadelphia, che nonostante il peso di iniziare il Super Bowl con il possesso, non si lascia intimorire dalla tensione e costruisce un ottimo drive, nel quale sono fondamentali 3 ricezioni di DeVonta Smith. Il TD arriva con la corsa di Jalen Hurts, dopo che una precedente rush del RB Gainwell era stata giudicata corta dall'Official Review. 0-7 PHI
I Chiefs partono, come era prevedibile, con una formazione molto stretta e 2 TE a protezione di Mahomes, con il TE Gray a fare ottimi blocchi per difendere il proprio QB dalla pass rush di Reddick. Kelce si fa trovare fin da subito a ricevere. Suo il TD, su passaggio da 18 yard di Mahomes, che riporta in parità l'incontro. 7-7
Seguono due drive infruttuosi, uno per parte, con gli Eagles che escono dopo un Three and out e i Chiefs che invece, giunti sulle 24 avversarie, si devono accontentare di un FG, ma il calcio di Butker colpisce il palo ed esce. 7-7
Siamo al secondo quarto e al primo play Jalen Hurts, sulle 45 di Kansas City, lancia un missile che viene ricevuto in endzone da AJ Brown. Sull'azione un po' di colpa ce l'ha il CB dei Chiefs Trent McDuffie che in un primo momento era in vantaggio su Brown, ma nel girarsi a guardare l'ovale perde l'attimo e il WR di Philadelphia lo supera andando a ricevere il TD. 7-14 PHI
I problemi sembrano arrivare anche dall'attacco dei Chiefs che, invece di rispondere, chiude il suo drive dopo soli 3 tentativi e si affida al punt.
Sarebbe l'occasione per gli Eagles di allungare, ma Hurts, nel tentativo di scramble, perde l'ovale che viene prontamente recuperato dal LB Nick Bolton che lo riporta per 36 yard fino alla endzone avversaria. Sull'azione pesa molto la false start della guardia di Philadelphia, Isaac Seumalo, che trasforma un facile 3 e inch in un 3 e 5 da cui arriva poi il fumble di Hurts. 14-14
Nel possesso seguente Hurts sembra indemoniato, forse vuole farsi perdonare il fumble commesso in precedenza, ma fatto sta che trascina il drive dei suoi, prima con due corse, una da 14 e l'altra da 28 yard, e conclude, sempre correndo, con il TD da 4 yard. Il secondo TD Rush di giornata che porta nuovamente avanti Phila di 7. 14-21 PHI
Subito dopo la sfida sembra prendere una brutta piega per i Chiefs che, con 1:33 sul cronometro, vedono uscire zoppicante dal campo il proprio QB che, dopo un tentativo di scramble sul 3 e 15, riceve, durante il placcaggio, un colpo alla malandata caviglia destra.
Il tempo per aumentare il vantaggio, prima del riposo, c'è per gli Eagles che con Hurts pesca DeVonta Smith che esce sulle 15, ma la ricezione viene rivista dagli arbitri che giudicano incompleto il pass. A ritornare in redzone ci pensa AJ Brown con una grande ricezione. Il tempo però è quasi scaduto e allora si va per il FG che porta a + 10. 14-24 PHI
Finalmente anche l'attacco di Kansas City riesce a trovare un drive lungo sia per yard che per tempo di possesso. Con azioni quasi totalmente fatte di corse, anche per far recuperare Mahomes non al meglio,i RB Jerick McKinnon e Isiah Pacheco fanno avanzare i Chiefs, con quest'ultimo che trova, da 1 yard, la corsa decisiva per il Touchdown. 21-24 PHI
La palla torna a Philadelphia, che con un drive lunghissimo (17 Play e quasi 8 minuti) giunta sulle 15 si deve accontentare del secondo FG di giornata, che il Kicker Elliot realizza. In questo possesso degli Eagles avviene l'azione che potrebbe cambiare la partita. Un passaggio in avanti di Hurts viene ricevuto dal RB Sanders, che riceve e subito dopo perde il possesso per il colpo del difensore Chiefs Sneed. É ancora il LB Bolton il più rapido a riportare in endzone l'ovale. Gli arbitri però rivedendo l'azione giudicano il pass come incompleto giudicando assente il pieno possesso di Sanders. 21-27

10 febbraio 2023

NFL - Super Bowl LVII Preview

Ci siamo, ormai manca pochissimo al Super Bowl LVII, la finale che assegnerà il titolo di campioni NFL, per la stagione 2022. I Kansas City Chiefs si scontreranno contro i Philadelphia Eagles allo State Farm Stadium di Glandale, in Arizona. Il kickoff sarà domenica notte, alle 6:30 PM ET (00:30 ore italiane).

 
Cercheremo, con questa preview, di analizzare e commentare i possibili scenari di questo Super Bowl LVII. 
Nella prima parte cercherò di esprimere le mie opinioni sulle due franchigie e prevedere, o quanto meno valutare, i loro punti forti e deboli e come essi possono indirizzare l'esito del match.
Nella seconda parte mi avvarrò delle statistiche di PFF (Pro Football Focus), ormai da anni il punto di riferimento per le Analytics nel mondo del Football. Grazie all'accesso al database di PFF vedremo il ranking dei giocatori di attacco e difesa delle due squadre e il loro valore complessivo.

Per questo Super Bowl partono favoriti gli Eagles, che vengono dati in vantaggio di 1,5 punti. Ovviamente arrivano al Super Bowl due tra le migliori squadre di questa stagione, ma quest'anno ad arrivare alla finale sono le due franchigie che avevano il seed numero 1 nelle loro Conference, le maggiori candidate al Grande Ballo, già dai primi week della regular season. Quindi, seppur venga presentata come la solita sfida tra attacco e difesa, vedremo scontrarsi due franchigie di altissimo livello in quasi ogni zona del campo. Limitarsi a parlare della difesa di Philadelphia contro l'attacco dei Chiefs è un esercizio semplicistico e anche un po' banale.
 
Quindi come potrebbe svilupparsi la partita e su quali fronti ci potrebbe essere la svolta? 
Credo che sia per i Chiefs, che per gli Eagles, sarà la propria OL a fare la differenza. Per Kansas City lo stato fisico di Mahomes è il punto cruciale attorno al quale si svilupperà il gioco pensato in questi giorni dall'Head Coach Andy Reid. Mi spiego meglio. Patrick Mahomes, seppur curato al meglio in questi 15 giorni di attesa, sa di non poter subire troppi colpi dalla pass rush di Philadelphia e proprio per questo la protezione dei suoi uomini di linea sarà fondamentale. Penso che, almeno per i primi 2 quarti, vedremo una disposizione, sulla linea di scrimmage, molto compatta, con un paio di TE (ovviamente Kelce e Gray) e il RB a costante protezione della tasca. Difficilmente vedremo più di 2/3 WR larghi proprio per non concedere il fianco ai blitz dei LB Eagles, oltretutto i WR Toney e JuJu Smith non sono al meglio visto che rientrano da infortuni e Hardman è out. 
Un inizio di questo tipo renderà più difficili i guadagni importanti, ma sarà fondamentale, per i Chiefs, un'alta percentuale di completi anche se di basso yardaggio. Kelce, seppur l'uomo più controllato dalla difesa di Philadelphia, ha sempre saputo farsi trovare pronto a ricevere anche sotto costante copertura.
Far arrivare Mahomes, anche a fine incontro, in una forma fisica accettabile è di assoluta importanza. A quel punto vedremo, se la partita sarà ancora in bilico, se Mahomes e la maggiore esperienza dei giocatori di Kansas (ricordo che in molti giocatori sono al terzo SB negli ultimi 5 anni) potrà fare la differenza contro Hurts e l'HC Sirianni.
La difesa dei Chiefs dovrà impedire, per quanto possibile, il gioco di corse degli Eagles sia con Sanders che con il QB Jalen Hurts. Costringerli verso il passing game può rivelarsi fatale, visto che dispongono di due eccezionali WR come AJ Brown e DeVonta Smith, e di un ottimo TE come Goedert, ma potrebbe costringerli a dei drive corti e qualche Three and Out o ancora meglio, per Kansas, a dei Turnover. Comunque troncare il possesso all'attacco di Philadelphia costringerebbe, dall'altro lato, a tenere per lunghi periodi la propria difesa in campo con il conseguente calo fisico. 
Importante, e spesso sottovalutato, il ruolo del Punter, che però nel caso dei Chiefs può contare sull'ottimo Tommy Townsend, che con i suoi lunghi punt può far partire i drive di Philadelphia molto indietro.

Per gli Eagles l'obiettivo primario è tenere sotto costante pressione Patrick Mahomes, e se possibile arrivare al sack. Cosa che, in questa stagione, Philadelphia ha saputo fare meglio di chiunque altro mettendone a segno ben 78, tra cui i 19,5 di Reddick. La mobilità ridotta, a causa dell'infortunio alla caviglia, di Mahomes è un'occasione troppo importante per lasciarsela sfuggire. La difesa di Philadelphia, nei tentativi di Blitz, potrebbe concedere però qualche yard di troppo al RB Pacheco.

06 febbraio 2017

Super Bowl LI

New England Patriots 34 Vs Atlanta Falcons 28 [OT]

Impossibile. Una parola troppo spesso abusata, soprattutto nello sport. Quello che è successo questa notte a Houston va veramente oltre l'impossibile. Onestamente ho sempre ritenuto che le partite di football non sono mai finite, se non alla fine. Però al 3° quarto un vantaggio di 25 punti, cioè 4 segnature di vantaggio, erano e sono oggettivamente irrecuperabili. Adesso proverò a raccontarvi l'impossibile diventato realtà, a Houston nel Super Bowl LI, il primo ad essere finito agli overtime. Il quinto titolo per i Patriots, Brady e sua maestà Bill Belichick. 

Il racconto: 
L'inizio è da partita tattica, con quella tensione dove nessuno vuole sbagliare. Infatti il primo quarto termina sullo 0-0 con due possessi per squadra senza particolari guadagni. New England però sembra arrivare a raggio da field goal, almeno 3 punti finiranno sul tabellone. Invece la palla viene tolta dalle mani di LeGarrette Blount, da parte del rookie LB Deion Jones. Il primo sussulto per un Super Bowl che stenta a prendere quota. Quindi possesso che passa nelle mani di Matt Ryan, il quale finalmente inizia a lanciare come sa verso il fenomenale Julio Jones. In pochi play la endzone è vicinissima e Freeman con una corsa a girare l'angolo sulla sinistra entra indisturbato in endzone. Difesa Patriots chiaramente spiazzata visto che si era accentrata in previsione di una corsa dritto per dritto di Freeman.
I Patriots non rispondono, un 3 and Out riconsegna il possesso ai Falcons. Ancora passing game e il campo che scorre fino al secondo TD per Atlanta, questa volta su pass di Ryan per le mani del TE rookie Austin Hooper. 14-0 Falcons.
Brady, non senza fatica e con tre flag per Holding difensivo, si porta sulle 23 avversarie. Tom lancia verso Amendola, in doppia copertura, e arriva l'intercetto del CB Robert Alford che riporta nella endzone avversaria l'ovale, concedendosi il tempo di rallentare per farsi immortalare dai fotografi.
21-0 Atlanta. Inizio a pensare che anche al Super Bowl non avremo un match entusiasmante come quasi in tutte le gare di questi playoff, eccezion fatta per Dallas-Green Bay.
Ancora 2 minuti allo scadere del secondo quarto per provare una timida rimonta, ma l'attacco di New England non riesce a fare meglio di un field goal che accorcia appena le distanze. 21-3
Dopo lo stupendo Halftime show, della bravissima Lady Gaga, si spera che almeno il secondo tempo ci regali un Super Bowl più combattuto del primo.
La difesa Patriots rientra con il giusto piglio costringendo Atlanta ad un rapido 3 and Out. L'attacco di New England non pare aver cambiato ancora marcia rispetto al primo tempo.
Possesso di nuovo per Matt Ryan che, insieme ai runningback, confezionano il drive della certezza, con la ricezione di Coleman per il 28-3. Massimo vantaggio della partita, con un divario di 25 punti che toglie ogni speranza.
Siamo ad 8:31 dalla fine del 3° quarto quando inizia il drive dei Patriots, e per la prima volta Brady inanella un drive magistrale con i giusti tempi con i suoi ricevitori, con la ricezione finale del RB James White. Forse una speranza almeno di un finale un po' movimentato, penso, ma l'extra point calciato da Gostkowski che termina sul palo, lo interpreto come un ennesimo segno a favore dei Falcons. Comunque 28-9.
Mancano solo 2 minuti al termine del 3° quarto, ben 6' sono serviti a New England per quei sei e non sette punti a tabellone. Dalla side line Belichick prova la carta dell'on side kick, ma oltre al fatto che l'ovale viene ricoperto dai Falcons, c'era perfino una flag che avrebbe annullato qualsiasi recupero dei Pats.
19 punti di vantaggio e una posizione favorevolissima di campo è l'occasione di chiudere ogni discorso su chi alzerà il Lombardi Trophy. Con un passaggio su Hooper, si arriva sulle 32. Coleman prova con le corse, ma un placcaggio di Flowers e soprattutto la penalità per Holding offensivo riportano i Falcons fuori raggio da field goal e costretti al punt.
I Patriots, scampati alla parola fine, riprovano ad andare in endzone, ma dopo altri 5 minuti si devono accontentare di un calcio da 3 punti che porta il punteggio sul 28-12. Ovvero una differenza di 2 TD, ed entrambi convertiti da 2 punti. Insomma tutt'altro che un'impresa facile.
9:44 alla fine, dopo 2 corse Coleman esce per infortunio, Ryan in shotgun per un 3 e 1... Snap, sack, fumble e palla ricoperta dai New England grazie alla coppia Hightower-Branch.
Negli occhi dei giocatori di Atlanta sembra arrivare un flash di cosa potrebbe accadere, e di cosa stavano vivendo solo pochi minuti fa. Comunque l'idea di farsi riprendere con così poco tempo, e i 16 punti di vantaggio ancora rassicurano, anche se forse non così tanto.
Dare a lupi famelici come Brady e Belichick la possibilità di riprendere un Super Bowl perso, stra-perso, è il più grande errore che si possa commettere nella vita. Ed ecco che Tom in due minuti e mezzo dalle 25 yard avversarie trascina i suoi al touchdown con la ricezione di Amendola e appesantisce il tutto con la conversione da 2 su direct snap per il RB White. 28-20

08 febbraio 2016

Super Bowl 50

Carolina Panters 10 Vs Denver Broncos 24

In un Super Bowl poco avvincente e dal copione immutato, escono vincitori i difensori di Denver e il loro defensive coordinator Wade Phillips. La difesa Broncos ha letteralmente giocato da sola, e da sola ha vinto il match del Super Bowl 50. Stesse prestazioni mediocri, ma opposti stati d'animo e valutazioni, per i due QB. Come prevedibile su Cam Newton si abbattono tutte le critiche dei suoi detrattori, rimasti senza argomenti durante la stagione regolare. 
Per Peyton, invece, si chiude una straordinaria carriera con la peggior stagione personale di sempre, ma il finale Hollywoodiano è già pronto. Il QB recordman che vince il suo secondo Super Bowl e si ritira nella stessa serata è quanto di più amano gli americani.
Adesso ripercorriamo i 60 minuti del Super Bowl 50, per poi analizzare più nel dettaglio la sfida vinta da Denver.
 
Il racconto:
Il coin toss vede vincere Carolina, che decide di tenersi il possesso per il secondo tempo, calciando così il kickoff del Super Bowl 50.
Nel primo attacco dei Broncos, un preciso Manning approfitta subito di una difesa Panthers un po' bloccata per portarsi nella red zone. Carolina sembra svegliarsi e ferma l'avanzata dei Broncos, costringendoli al field goal, che comunque regala i primi 3 punti e il vantaggio a Denver.
Il primo possesso di Carolina è subito fermato dalla difesa avversaria, senza nemmeno un primo down conquistato.
Dopo un three and out per i Broncos, succede l'incredibile. Newton al 3°down, mentre sta per subire un sack da parte di Von Miller, finisce per perdere palla a poche yard dalla propria endzone e, rapidissimi, i difensori di Denver si catapultano a ricoprire l'ovale che termina la sua corsa nell'endzone. La palla è ricoperta dal DE Malik Jackson, per il touchdown del 0-10. Risultato incredibile viste le premesse della vigilia.
La pressione della pass rush di Denver è incredibile e l'attacco di Carolina sembra in balia e senza idee.
Ad inizio secondo quarto, finalmente, sembra uscire dal tunnel l'attacco dei Panthers, grazie soprattutto ad un paio di corse personali di Cam Newton e alle penalità di Talib. Giunti ad una yard, è la corsa con salto del RB Stewart a regalare il primo TD a Carolina per il 7-10.
La difesa di Carolina, dopo un avvio lento, torna ai suoi livelli e costringe al 3° three and out di fila l'attacco guidato da Manning.
Un grande ritorno di punt di Norwood, regala un'ottima posizione di partenza dentro la redzone all'attacco di Denver. La squadra del Colorado però non sfrutta a dovere e si deve accontentare di altri 3 punti. L'occasione di segnare un TD era molto ghiotta, tant'è che avevano provato a giocarsi un 4° down vanificato da una penalità. 7-13 DEN
Il FB Tolbert, provando a conquistare un primo down in sfondamento, finisce per perdere palla e regalare un altro possesso ai Broncos.
Il RB Anderson, per la prima volta nella partita, trova una corsa importante portando sulle 25 la propria squadra. In una partita piena di errori è la volta di Peyton, che lancia un passaggio sbagliato intercettato dal DE Ealy.
Il secondo quarto si chiude con l'ennesimo sack della difesa Broncos, da parte di Ware. Punteggio ancora inchiodato sul 7-13 DEN.
Il secondo tempo si apre con il primo big play offensivo del match, con una grande ricezione di Ted Ginn, che porta Carolina nella metà offensiva del campo. Ancora sull'asse Newton-Ginn sembra ritrovarsi l'attacco dei Panthers. Incredibilmente il field goal, dalle 44 yard, di Carolina si infrange in pieno sul palo. Ancora 6 quindi i punti di scarto tra le due franchigie.
Manning trova in Sanders il suo ricevitore migliore e con due passaggi si portano a ridosso della endzone. La difesa di Carolina però tiene e i Broncos si devono accontentare di altri 3 punti, che comunque aumentano il divario a 9. 7-16 DEN
Continua ad andare tutto storto per l'attacco dei Panthers e, dopo una buona serie di play, ecco che arriva l'intercetto sul pass di Newton.
Anche il terzo quarto si chiude con Cam Newton in balia della pressione della difesa dei Broncos, che gli impedisce di sviluppare qualsiasi azione.
Per la prima volta la partita sembra sorridere a Carolina, quando sul fumble di Manning l'ovale viene ricoperto dai giocatori dei Panthers.
Nonostante l'ottima posizione di partenza, Carolina si deve accontentare del Field Goal che riporta a meno di una segnatura il divario tra le due squadre.
A 5:00 dal termine, anche il quarto quarto continua in una serie di punt e three and out.
La parola fine sul Super Bowl arriva a 4 minuti dalla fine quando un fumble di Newton viene raccolto dalla difesa dei Broncos e riportato fin sulle 4 yard.
La definitiva conferma arriva dal TD del RB Anderson, che porta il risultato sul 10-24 grazie anche alla trasformazione da 2. Per Denver si profila la terza vittoria al Super Bowl della loro storia.
Con 3 minuti e 8 secondi i Panthers provano l'impossibile, ma ancora una volta si scontrano contro la spettacolare difesa Broncos. E così Denver chiude la partita che ha saputo dominare fin dall'inizio, con una aggressività pazzesca, mascherando tutte le lacune del loro attacco.

L'analisi:
Premetto che le partite dominate dalle difese, molto spesso, sono anche avvincenti, quello che è mancato al Super Bowl 50, per risultare interessante e avvincente, è stata la sensazione di imprevedibilità, della possibile svolta. Ovvero la difesa Broncos è stata così superiore, soprattutto, alla linea offensiva di Carolina, che non c'è mai stata una fase in cui si potesse pensare ad un cambio dell'inerzia della gara. 

02 febbraio 2015

Super Bowl XLIX

- New England Patriots 28 Vs Seattle Seahawks 24

I Patriots, per la quarta volta nella loro storia, vincono il Lombardi Trophy. È il quarto anello nell'era Brady-Belichick, dopo le stagioni 2001, 2003, 2004, e tornano a vincere a distanza di 13 anni dal loro primo successo. Confermandosi una delle più gloriose e longeve dinastie della NFL.
 
Il racconto:
Nel primo drive i Patriots saggiano subito la difesa di Seattle, non andando oltre ad un first down conquistato, e il punt è la logica conseguenza. L'apertura dell'attacco di Seattle non è migliore e dopo tre corse di Lynch torna in sideline. 
New England, con una serie di giochi conservativi e usando spesso tutti e 3 i tentativi ad ogni down, tra screen pass e corse di LeGarrette Blount, arrivano a poche yard dalla endzone, quando Brady lancia e viene intercettato dal cornerback Jeremy Lane. Il ritorno è minimo e Lane si infortuna anche nell'azione, ma viene così annullata la possibilità per i Patriots di mettere a segno i primi punti dell'incontro. Il primo quarto si chiude sullo zero a zero.
Seattle, come da previsioni, è bloccata e Wilson si trova spesso costretto ad uscire dalla tasca per lanciare, per giunta senza guadagni.
New England riparte con pass brevi e veloci, senza andare a cercare rischi inutili. Brady dopo 12 passaggi ha già pescato 6 ricevitori diversi. Come nell'occasione dell'intercetto, una volta giunti intorno alle 15, il QB dei Patriots lancia verso la endzone. Questa volta sono le mani sicure di Brandon LaFell a ricevere e a consegnare i primi 7 punti alla franchigia del Massachusetts.
L'attacco dei Seahawks, chiamato già a rimontare, con un altro 3 & out, conferma le sue difficoltà. Un solo primo down in tre drive è il magro bottino a metà secondo quarto.
Con la difesa dei Seahawks che continua a tenere in vita l'incontro, l'attacco prova ad affidare la propria rimonta al solito Lynch. Wilson finalmente trova il big play, che regala al WR Chris Matthews una ricezione da 44 yard. A 3 yard dalla endzone si affidano alla corsa di Lynch, che non delude e trova il touchdown del pareggio. 7-7.
Con 2:16 dalla fine del secondo quarto, New England riparte per un altro possesso. Brady con una serie di passaggi laterali, soprattutto verso il runningback Vereen, in versione ricevitore, si porta fin sulle 22. Ecco che in quel momento spunta Gronkowski, fino a quel punto ben contrastato dalla difesa Seahawks, che va a ricevere il TD pass di Brady per il 14-7 NE.  
Seattle, con i 31 secondi rimasti, prova almeno a portarsi in raggio da field goal, usando con successo per la prima volta anche lo scramble di Wilson. Una ricezione di Lockette agevola ulteriormente la posizione per il calcio. Con 6 secondi dal termine, sulle 11 yard, coach Carroll prova un ultimo gioco, e fa bene visto che Wilson pesca il ricevitore Chris Matthews. 14 pari a due secondi dalla fine. Wilson si conferma capace di sbloccare nei momenti chiave il suo reparto.
L'inizio del terzo quarto si apre con un ottimo drive dei Seahawks, dal quale emerge una bella corsa di Lynch e un altro big play di Matthews con la ricezione da 45 yard, che brucia in velocità il CB Kyle Arrington. Anche se il possesso si chiude con soli 3 punti, grazie al field goal. 14-17 SEA.
Per la prima volta i Patriots si trovano sotto nel punteggio e arriva anche il secondo intercetto per Tom Brady. Questa volta l'autore del turnover è il fortissimo linebacker Bobby Wagner. Anche in questo caso non vi è un ritorno considerevole.
Palla in mano a Wilson, adesso può iniziare a dare la svolta all'incontro. Nella serie di play c'è come sempre l'apporto decisivo di Beast Mode, sempre più vicino alle 100 yard corse. Giunti sulle 3 yard, la play action inganna tutti e Wilson può lanciare dentro l'endzone per un Baldwin completamente solo. La ricezione che vale il + 10 per i Seahawks e costringe la squadra di Belichick a svegliarsi dall'half time. 14-24 SEA.
I Patriots sembrano essere rimasti negli spogliatoi e, con il terzo quarto che volge al termine, anche questo drive non porta punti per loro che con un punt restituiscono l'ovale agli avversari. Per fortuna di New England anche Wilson si ferma dopo una serie di incompleti e per Brady c'è un altro tentativo per riscattarsi con l'ultimo quarto da giocare. Fermati sul terzo down, sul 4°e 2 è ancora presto per rischiare e per Belichick non c'è altro da fare che mandare nuovamente in campo lo special team per il punt.
I Seahawks sembrano bloccarsi dopo l'inizio del terzo quarto e Brady finalmente riesce, a 10 minuti dal termine, a costruire un drive nuovamente produttivo arrivando a poche yard dalla linea di endzone. A quel punto con un passaggio veloce e preciso verso Amendola trova il TD che accorcia le distanze a soli 3 punti. 21-24 SEA.
Seattle, invogliata dalle lacune della secondaria dei Patriots, sembra aver perso quel modo di avanzare che si dovrebbe tenere in questi casi. Mangiare i secondi con passaggi corti e le corse di Lynch sarebbero il metodo migliore. Per Belichick non c'è niente di meglio che avere nuovamente il possesso per il possibile sorpasso a 7 minuti dal termine.
Brady mette in campo tutta la sua esperienza e, consumando 5 minuti, arriva a piccoli passi al touchdown del sorpasso con la ricezione di Edelman. In un drive in cui, seppur marcato stretto, si è ricorsi alla bravura di Gronkowski, vitale per conquistare primi down decisivi. A due minuti dalla fine i Patriots tornano avanti di 4 punti. 28-24 NE.
Con appena 2 minuti da giocare e la necessità di segnare il touchdown, Wilson riparte per tentare la rimonta. Il primo gioco è una ottima ricezione di Lynch sulla sideline, per un guadagno di 31 yard che li porta a metà campo. Con 1:55, le rimanenti 49 yard da conquistare appaiono più alla loro portata. 
Dopo due incompleti arriva la conquista del primo down, ma il tempo scorre e con un altro passaggio sul profondo arriva una ricezione che definire incredibile è poco. È di Jermaine Kearse la magia e a tutti i fan dei Patriots fa tornare alla mente quella dei Giants con David Tyree.
Il finale però questa volta sorride a New England. Ad una yard dalla endzone i Seahawks, invece di andare dentro con il runningback Lynch, vanno con un passaggio rischiosissimo che finisce per essere intercettato dal rookie Malcom Butler! Vittoria di New England che conquistano il loro 4° Super Bowl. Peccato per le brutte scene nel finale, con una serie di colpi proibiti tra alcuni giocatori di entrambe le squadre. Che comunque non oscurano il successo dei Patriots!

L'analisi:
È sicuramente stato un Super Bowl strano, con i Patriots che, dominando il primo tempo, si erano comunque ritrovati a chiudere il secondo quarto sul 14 pari. L'inizio del terzo periodo aveva, anche in me, fatto credere che l'allungo dei Seahawks potesse decidere la sfida. Eppure la grande esperienza di Brady, autore di una partita non impeccabile per i due intercetti, ha saputo ribaltare il risultato a 2 minuti dalla fine. L’emozioni ci hanno regalato un finale con una ricezione incredibile di Kearse, che ha portato i Seahawks ad una yard dalla endzone pronti a strappare il Lombardi ai Patriots. La vittoria per Seattle, ormai ad un passo, non è arrivata per una scelta assurda di lanciare un passaggio rischioso centrale, quando oltretutto hai a disposizione il miglior running back della lega. Non sapremo mai, forse, se la chiamata di Carroll prevedesse un'altra soluzione, ma di sicuro era uno schema di passaggio. Non aver concesso l'ovale a Lynch, per una corsa che gli sarebbe valsa l'MVP, e soprattutto il Lombardi Trophy per i suoi, è assurdo. Per non dire parole più pesanti a coach Carroll, di cui sono sempre stato un estimatore, per la bravura e le chiamate fatte in carriera.

03 febbraio 2014

Super Bowl XLVIII

Seattle Seahawks 43 Vs Denver Broncos 8

Il Super Bowl XLVIII, che doveva essere equilibrato e bellissimo, si trasforma dopo pochi secondi in un trionfale e incontrastato dominio dei Seahawks, che hanno annientato i Broncos sia in attacco che in difesa.

Il Riassunto: 
L'inizio ha già dell'incredibile, con il primo snap che viene sparato in area dal centro Ramirez. L'incolpevole Peyton può solo guardare la palla passargli sopra e finire verso la propria endzone, dove un pronto Moreno va a raccogliere, anche se è inevitabile la safety. Quindi dopo pochi istanti di gioco già 2 punti per Seattle, che nel drive seguente mettono a segno il field goal che li porta sul +5.
Ci si aspetta che Manning inizi finalmente a giocare il Super Bowl, ma appare subito chiaro che oggi la difesa dei Seahawks è, se possibile, ancora migliore del solito. Placcaggi fulminei e aggressività in pass rush spaventosa, fanno tornare a sedere l'attacco di Denver costretto al punt.
Sembra che però i Seahawks, seppur con un ottimo inizio, non riescano a indirizzare verso Seattle la sfida visto che, con già 2 possessi in ottime posizioni, non vanno oltre ai calci da 3 punti. Quindi grande partenza, ma ancora solo sul 8-0.
In molti, fiduciosi in Denver, si aspettano il cambio di passo ed invece arriva il primo intercetto di giornata per Peyton. Questa volta c'è la firma di uno della Legion Of Boom, ovvero Kam Chancellor la Strong Safety.
Con il secondo turnover e l'aver chiuso il primo quarto ancora senza un down conquistato dai Broncos, anche i fan più ottimisti iniziano a vacillare sulle possibilità dei loro idoli.
Nel drive conseguente l'intercetto sembra che l'attacco guidato da Wilson inizi a girare bene e si arriva fino ad una yard dalla endzone, anche grazie al regalo del CB Tony Carter, che commette una evidente pass interference ai danni di Golden Tate in area. La posizione dopo la penalità sembra ottima per Marshawn Lynch che infatti, pur respinto al primo tentativo, nel play seguente sfonda le linee nemiche ed entra dentro per il primo Touchdown della partita. È 15-0.
La difesa dei Seahawks rientra in campo. La loro aggressività è spaventosa, come un branco di famelici animali che si accaniscono contro la preda sanguinante. Infatti il secondo intercetto di Manning arriva grazie alla spaventosa pressione che la linea difensiva mette sulla OL, una volta perfetta, di Denver. Ed ecco che il Linebacker Malcom Smith cattura la palla e se ne va indisturbato verso la goal line. Adesso la disfatta inizia a prendere proporzioni incredibili.
Ci sarà il tempo per un ultimo drive nel primo tempo dei Broncos, ma si concluderà con un turnover on down su un 4°e 2.
L'intervallo in questi casi serve veramente a poco, la speranza si limita a vedere una partita almeno più equilibrata.
Non è dello stesso avviso Seattle, e sul kick off il rientrante Percy Harvin si lancia in una corsa verso la gloria, per un ritorno in TD da ben 87 yard. Facendomi ricordare la somiglianza con il ritorno di un anno fa di Jacoby Jones che ad inizio 3° quarto portò con il suo TD i Ravens sul 28-6. Visto che in quel caso la gara si riapri, o meglio si spensero le luci per poi riaccendersi con la rimonta dei 49ers, forse l'ultima speranza di una gara divertente non è ancora seppellita. Forse morta, ma ancora non sotto terra.
Niente. Ogni volta i Broncos trovano il modo per distruggere una stagione favolosa, questa volta con il fumble di Demaryius Thomas, unico fino a quel momento a meritarsi la sufficienza dei suoi. Il merito del Forced Fumble è del CB Byron Maxwell, che con un ottimo colpo fa perdere la palla al ricevitore e, come un avvoltoio, ancora una volta è Malcom Smith a ricoprire l'ovale.
Se all'appello mancava il QB dei Seahawks, ecco che Russell nonostante il vantaggio non si fa rinunciatario e inanella una serie di ottimi passaggi che lo portano al suo primo TD Pass grazie alla ricezione di Kearse.
Adesso il tabellone segna 36-0.
La stagione dei record di Manning sta per coglierne un altro, molto più triste, ovvero essere il primo team che resta a secco di punti in un Super Bowl. Per fortuna la difesa di Seattle si concede una piccola pausa, che permette finalmente a Peyton di centrare il suo primo drive vincente della sfida concluso con la ricezione di Demaryius Thomas.
Ovviamente seppur la rimonta sia utopistica, i Broncos provano l'onside kick, ma ne esce un facile pallone che viene prontamente ricevuto dal TE Miller.
Il finale della partita ci regala un'ultima serie di ottimi passaggi di un sontuoso Russell Wilson che lo portano al suo secondo TD, questa volta grazie alla ricezione finale di Baldwin.  
È la fine su uno dei Super Bowl più belli nelle attese della vigilia, finito per trasformarsi in un dominio assoluto della squadra più forte della NFL. Con una difesa che tra qualche anno, con commenti più distaccati e non condizionati dal momento, verrà ricordata e messa a fianco di Bears del '85 oppure dei Ravens del 2000.
 
L'analisi:    
Un match a senso unico, come mai mi era accaduto di vedere in un Super Bowl, con tutte le premesse della vigilia mantenute e anzi implementate solo dai Seahawks che hanno dominato in ogni zona del campo.
La difesa, che sapevamo essere forte, è stata veramente mostruosa, con una velocità, grinta e cattiveria sportiva da far paura. Soprattutto perché è rimasta a quei livelli fino alla fine. Non a caso, i doppi placcaggi hanno perfino infortunato un paio dei propri giocatori. Come è accaduto nel finale quando Earl Thomas ha infortunato Sherman. A proposito del CB di Seattle, che dopo il championship vinto è stato su tutti i media sportivi e non, mettiamo subito in chiaro che, seppur non abbia intercettato nessuna palla, è stato comunque fenomenale, costringendo uno come Manning a non lanciare verso le sue zone. In una sola occasione è stato veramente messo alla prova sul profondo da Peyton ed è stato pazzesco. Avanti al proprio ricevitore, da sembrare lui quello incaricato alla ricezione tanto che avrebbe meritato la pass interference offensiva.
Però non mi limito a Sherman o alla Legion Of Boom, sarebbe un'ingiustizia verso tutta la difesa che ieri ha giocato da manuale del football. Da insegnare dalla High School, fino agli spogliatoi della NFL,  passando per i college di ogni stato americano. Earl Thomas e Kam Chancellor a sferrare colpi appena il ricevitore toccava la palla. Maxwell il CB, che sostituisce Brandon Browner nella LOB, con un ottimo intervento ha forzato il fumble di Thomas. Per non parlare di Malcom Smith MVP dell'incontro, un intercetto con TD su ritorno, un fumble ricoperto e 9 tackles. Il suo MVP onestamente è un po' forzato a mio avviso, non che non avesse i numeri per vincerlo, ma lo vedo più come un tributo alla difesa dei Seahawks, più che al singolo. Altre volte con un difensore con statistiche simili e un QB con 2 TD pass al secondo anno tra i pro e al suo primo Super Bowl, sarebbe andato senza dubbio a Russell Wilson. Ma ieri era veramente difficile dare un premio singolo ad uno spettacolo corale di questo tipo. Ad esempio Clemons con i suoi 2 fumble forzati e il sack a ricordare il lavoro incredibile della linea difensiva che ha ridicolizzato quella OL che, a detta di tutti (anche da me), era un muro di cinta impenetrabile, fatto per proteggere il fragile fisicamente, e forse non solo, Peyton Manning.
Vogliamo parlare di Coach Pete Carroll, che non scrivo tutto maiuscolo perché sarebbe troppo evidente la mia personale ammirazione. Un uomo che, intanto, con il Super Bowl di ieri è diventato il 3° nella storia ad aver vinto sia il titolo nella NCAA che in NFL. Ma è soprattutto l'aver saputo costruire in questi anni, partendo praticamente da zero, un team fortissimo. Il più forte di sicuro che Seattle abbia mai avuto e che sono certo farà ancora bene nei prossimi anni, perché è fondato su giovani con fame di vittoria e dotati di un talento indiscutibile. Faccio pochi nomi, ma che rendono bene il suo straordinario lavoro. Marshawn Lynch preso dai Buffalo Bills, che in quegli anni seguivo molto. Avevano scelto di preferire alla "Bestia" C.J. Spiller, che nel 2010 avevano preso al primo giro di draft, e tenersi Fred Jackson. Ecco forse, con rispetto per Jackson, ma mettere Spiller a confronto di Lynch... Non mi esprimo, per non scrivere frasi offensive. Eppure Pete Carroll l'ha preso e ne ha fatto quello che tutti consideriamo uno dei migliori running back della lega.
Russell Wilson? Ne vogliamo parlare? L'anno scorso, e chi mi segue lo sa, mi ero spesso speso per descrivere come il talento e la completezza di Wilson lo rendessero migliore dei due QB draftati nel 2012. Ovvero Andrew Luck e Robert Griffin III, prima e seconda scelta assoluta in quell'anno. Russell fu preso al 3° giro, dopo i QB di Miami, Cleveland e il secondo di Denver...
Certo in quel caso per Carroll era ancora una scommessa, buona per spenderci un 3° giro, in fin dei conti aveva già a roster Matt Flynn che per molti era un ottimo QB, oscurato da Aaron Rodgers.
Non scherziamo. In quella pre season, che ho seguito molto bene perché c'era il mio idolo Terrell Owens, che si giocava un posto nei 53 a roster, Carroll capì fin da subito che doveva puntare decisamente su quel ragazzo, basso per la media, ma capace di lanciare bene, correre altrettanto e soprattutto freddo e non incline all'errore. Infatti dalla prima di regular season del 2012 a ieri Wilson non ha più lasciato il posto da starter.
Ecco quella fu una grande preseason. Fu il passaggio tra la cenerentola che nel 2010 aveva stupito per la vittoria a sorpresa contro i Saints al wild card game, dopo un approdo fortunato alla postseason, e la squadra che in due stagioni ha saputo diventare la più forte della NFL. Senza, e ripeto senza, ombra di dubbio.
Ha battuto i Broncos fino a ieri i favoriti al Super Bowl e i 49ers nel Championship della NFC, che a posteriori è stata la sfida tra le due più forti della lega. Si, un po' di buon umore dovrebbero averlo anche i rivali di Seattle, perché San Francisco sa di aver perso contro il team più forte e soprattutto di essere anche stati gli unici ad averli fatti soffrire veramente.
L'ultimo nome che incarna lo spirito Seahawks è Malcom Smith, MVP del Super Bowl che udite udite,  è stato preso da Seattle al 7° giro del draft nel 2011 scelta numero 242! Tutti ci ricordiamo della magia di Sherman contro i 49ers, ma anche in quel caso a raccogliere la palla deviata da Richard c'era proprio lui, Smith!
Ieri abbiamo rivisto finalmente anche Percy Harvin. Il ragazzo, pur non giocando da ormai quasi 2 stagioni in modo continuativo, si è fatto vedere eccome, con corse in end-around e il suo ritorno in Touchdown. Se recuperato, nella prossima stagione Wilson potrà contare su un’arma in più, come se questi Seahawks ne avessero bisogno.
Infine, un bravo va anche alla OL di Seattle. Ieri, grazie anche alla differenza tra la difesa dei Broncos rispetto a quella dei 49ers, ha saputo proteggere molto meglio il proprio QB, che è uscito dalla tasca molto meno rispetto al championship e non ha subito nessun sack.
Per finire il pacchetto ricevitori con Baldwin, Tate e Kearse che tutto sommato hanno svolto un'ottima stagione. Con Russell a lanciarli e la loro giovane età non potranno fare altro che migliorarsi.
Ecco una squadra, un gruppo fatto con giovani ottimi e senza spendere per un monte stipendi da pazzi. Certo adesso arriveranno rinnovi profumati, è il normale corso delle cose, però c'è chi arriva a vincere senza far follie e poi magari adegua i contratti e chi di follie ne continua a fare con i suoi petrol-dollari e al Super Bowl non ci arriva. Anzi nemmeno ai playoff... Qualsiasi riferimento ai Dallas Cowboys è puramente casuale.
Arriviamo ai Broncos, e questa volta la frase onore agli sconfitti è un po’ forzata. Sicuramente hanno fatto una stagione favolosa, statistiche e chi più ne ha ne metta, ma alla fine della fiera conta solo vincere. Quando in palio c'è il Super Bowl, il resto serve solo per arrivare a giocarsi il Lombardi Trophy.
5 MVP per la stagione e un solo Super Bowl nel 2006 devono far riflettere. Il fatto che Peyton Manning non sia lo stesso giocatore che gioca durante la stagione regolare è un dato di fatto. Ieri il primo intercetto è un passaggio clamorosamente sbagliato, e lo stesso per altri lanci nel corso della gara. Si può dire che era sotto pressione, sì, ma se si parla del MVP del 2013 mi aspetto che giochi bene anche contro una difesa aggressiva. Mi dispiace per i suoi fans, ma la natura in quella casa ha dato il talento a Peyton e le palle a Eli Manning!
Per non parlare dei ricevitori che onestamente si sono fatti sovrastare dalle secondarie. L'unico a essersi comportato bene è stato Demaryius Thomas che, anche con il fumble commesso, è stato il solo ad aver ricevuto anche ad inizio partita. Welker ha fatto qualcosa, ma solo nel finale. Questi non sono ricevitori fenomenali, sono solo ricevitori legati a doppio filo alle prestazioni del QB. Insomma Marshall, Calvin Johnson, Andre Johnson sono altra cosa.
La linea offensiva ha retto tutta la stagione e poi nel match clou parte con uno snap da comiche e prosegue costringendo Peyton, addirittura, a correre fuori dalla tasca. Non penso che altre franchigie non riescano, almeno per alcune fasi della partita, a giocare in questo modo contro Manning. È che l'approccio degli altri era più a coprire il profondo, che nell'aggredire alla fonte. È stato dimostrato che è una strategia suicida.
Per i runningback c'è poco da dire, fin da subito John Fox con le sue chiamate ha cercato di recuperare velocemente lo svantaggio, quando magari qualche corsa avrebbe impedito i turnover sanguinosi per gli intercetti di Manning.
La difesa di Denver, fino ad un certo punto, si era anche ben comportata, perché spesso i punti sono arrivati dagli special team o dalla difesa avversaria. Lynch è stato ben imbrigliato, e questa forse è stata l'unica cosa riuscita allo staff dei Broncos, anche se sono curioso di sapere se Lynch non abbia avuto qualche problema fisico visto che nell'ultimo quarto è praticamente sempre stato in sideline.
Denver esce sconfitta sotto ogni aspetto, con la prospettiva di una diaspora generale, l'obiettivo di vincere il Super Bowl con Manning è fallito clamorosamente per modi e proporzioni. Franchigia probabilmente da ricostruire nei suoi punti chiave, QB, RB e forse anche altri.
Quello che mi chiedo, e non saprò mai, è se i Broncos pensassero di aver già vinto senza nemmeno scendere in campo. Perché una partenza sbagliata ci può stare, ma così mi è parsa come una squadra senza quell’adrenalina fondamentale per questi tipi di partite. Se sono entrati troppo convinti di vincere facile è difficile nel corso della gara ritrovarsi, soprattutto quando gli avversari non ti lasciano niente per farti credere alla rimonta.
Per i tifosi di Denver sarà un triste Super Bowl, di cui vorranno presto dimenticare i ricordi.


 - Link --->  Highlights del Match Seattle Vs Denver. 

04 febbraio 2013

Super Bowl XLVII

Baltimore Ravens 34 Vs San Francisco 49ers 31
 
"Blackout Bowl"
 
I Ravens conquistano il loro secondo Super Bowl, nel match che verrà ricordato anche per il blackout che ha interrotto l'incontro per ben 35 minuti e trasformato, alla sua ripresa, completamente il match. Alla fine Baltimore è riuscita a tenere e a portarsi a casa l'ambito Lombardi Trophy dodici anni dopo il primo successo.

Il Riassunto:

L'inizio è targato Ravens con Flacco che gestisce ottimamente il primo drive con una serie di passaggi, arrivati sul 3 e 9 spara in endzone, dove però nessuno riesce a ricevere. Una flag sul terreno, per offside di San Francisco, fa ripetere e questa volta Joe non sbaglia trovando al centro della endzone Anquan Boldin.
Dall'altra parte l'attacco guidato da Kaepernick sembra non riuscire a combinare niente, se non un drive in cui riescono ad arrivare solo a raggio da field goal.
I Ravens non stanno certo ad aspettare e, vista la facilità con cui Flacco riesce a lanciare, ecco che arriva un altro TD con il TE Pitta, questa volta ricevuto in mezzo.
Sembra che il gioco di corse dei californiani sia ben ingabbiato dalla difesa di Baltimore e quando Colin prova a lanciare ecco arrivare l'intercetto di Ed Reed. 
Sul successivo drive i Ravens arrivano vicinissimi alla endzone e sul 14-3 tutto il mondo andrebbe per un field goal al 4°e 9. Invece John chiama un fake e il Kicker prova a chiudere il down correndo, ma viene fermato un paio di yard prima. Un'occasione buttata con una chiamata scellerata in un Super Bowl.   
Il terzo touchdown di giornata arriva con un big play di Flacco che pesca, dalle proprie 40 yards completamente libero sul profondo, il WR numero 12 Jones. Dimenticato dalle secondarie ha il tempo per ricevere, cadere da solo a terra, rialzarsi e chiudere la propria corsa in endzone quasi indisturbato, per il momentaneo 21-3.
I 49ers nel drive di chiusura del secondo quarto hanno l'obbligo di mettere punti a tabellone, ma riescono solo a calciare un field goal con Akers che li manda all'intervallo sotto di 15 punti.
Alla ripresa il kickoff calciato da San Francisco viene ricevuto dal ritornatore dei Ravens, Jacoby Jones, che come un razzo sfreccia tra le maglie rosse e finisce la sua cavalcata da record in endzone, realizzando il ritorno in TD più lungo nella storia del Super Bowl, con ben 108 yards.
Il divario adesso di 22 punti (28-6) sembra già consegnare nelle mani di Ray Lewis e compagni il Lombardi Trophy.
Nemmeno 2 minuti dopo, anche lo stadio di New Orleans sembra voler chiudere anzitempo l'incontro. Ed ecco che l'intero stadio cade nel buio, per un black out quasi totale che fa sospendere il match ben 35 minuti.
Quando si riprende ai 49ers restava da giocare un 3 e 13 dentro le proprie 20 yard, azione che, visto l'andamento fino a quel punto, era già un punt sicuro. Invece per la prima volta San Francisco costruisce un drive lungo capace di portarli fino al TD di Crabtree, per il sempre arduo 28-13.
La luce però adesso sembra non essersi ancora accesa per i Ravens che, costretti ad un punt in una brutta posizione di campo, concedono un’ottima zona di partenza per il successivo attacco dei californiani. Questa volta è il RB Gore ad andare in TD e il divario che fino a pochi minuti fa sembrava incolmabile adesso,con più di un quarto di gioco, diventa inaspettatamente alla portata.
Ancor di più quando Rice, tentando di far rialzare la testa alla propria squadra, perde la palla che viene subito ricoperta dai californiani. Con un sussulto, la difesa di Baltimore costringe i 49ers a limitarsi ad un calcio di Akers che, da 39 yards, manda a lato. Una flag sul campo per Running Into the Kicker consente di ripetere il FG che questa volta va in mezzo ai pali. Termina così il 3° quarto. Iniziato con un più 22 per Baltimora che adesso, con un misero 28-23, sente il fiato sul collo degli avversari.
Nell'ultimo quarto i Ravens collezionano un drive ai livelli del primo tempo, arrivando a poche yard dal TD. Dopo 2 corse stoppate e un lancio a vuoto, si devono accontentare di 3 punti, che li riportano comunque ad otto punti di vantaggio.
San Francisco però non molla e continua la sua rimonta. Adesso in attacco funzionano gli scramble di Kaepernick, anche a causa dell'infortunio di Ngata in occasione del TD di Gore. È proprio il QB dei 49ers, con una corsa di 15 yards, ad andarsi a prendere il touchdown del possibile pareggio. Infatti, visti gli otto punti di divario, tentano una conversione da 2 che però non riesce.
Con 9 minuti al termine e il risultato di 31 a 29 Flacco sa che per stare tranquilli servirebbe un touchdown, ma nonostante un drive ben orchestrato e lungo a 4 dal termine si devono affidare al kicker rookie Justin Tucker per il field goal che li porta a più 5. 
Il tempo per arrivare a prendere l'ultimo e decisivo TD c'è tutto e San Francisco play dopo play arriva fino a 5 yards dalla linea di endzone. Tutti i 4 tentativi finali però vengono respinti dalla difesa dei Ravensche, per l'ultima volta con Ray Lewis, ergono il muro che li mantiene in vantaggio.
Per Baltimore sarebbe necessario chiudere almeno un down per terminare il tempo sul cronometro, ma con corse centrali e conservative si trovano costretti al punt con ancora 12 secondi da giocare. John Harbaugh, dopo la scellerata chiamata di un fake Field Goal ad inizio partita, per il finale fa una scelta giustissima. Ovvero invece di calciare un punt in una bruttissima posizione decide di far tenere palla al punter dentro la propria endzone, facendo passare ben 8 secondi. Anche se subiscono 2 punti, visto che commettono una safety. 
In questo modo, per il calcio seguente alla Safety, Baltimore non deve fare altro che fermare il ritorno dei 49ers che, con i soli 4 secondi rimasti, non può nemmeno provare un Hail Mary pass. Il ritorno è fermato e i Ravens possono così festeggiare un Super Bowl meritato, ma che hanno rischiato di gettare al vento con un secondo tempo per larghi tratti inguardabile.

L'analisi:
Una vittoria senza dubbio meritata da parte dei Ravens. Nella prima parte sono riusciti a limitare l'attacco dei 49ers e invitando Kaepernick a lanciare, hanno annullato così la loro pericolosità sulle corse e trovato pure l'intercetto con Ed Reed. 
In attacco, con un'ottima protezione della offensive line, Flacco è stato capace di lanciare in modo ottimo verso i suoi ricevitori, sfruttando anche una secondaria di San Francisco in grande crisi.
Il Black Out poco dopo l'inizio del 3° quarto, quando un divario di ben 22 punti separava le due squadre, ha prodotto un completo ribaltamento dei valori in campo visti fino a quel momento. Un po' forse ha inciso questo stop lunghissimo, di ben 35 minuti, perché ha sicuramente interrotto l'inerzia di un match che dopo il ritorno in TD di Jones aveva praticamente ucciso il morale di San Francisco. Rientrati in campo i 49ers, una volta assimilata la prima parte del match, hanno giocato senza più pensare al risultato o a quanto fosse difficile, se non impossibile, riprendere la partita in mano. Eppure, grazie a 2 TD messi di fila nel giro di pochi minuti, ecco che tutto si è fatto possibile. Come spesso succede alla squadra davanti nel punteggio sopraggiunge la paura, quindi si va di conserva e si contribuisce solo a peggiorare la situazione. Per gli inseguitori invece emergono forze che nemmeno pensavano di avere.
Alla fine però il risultato ha premiato i Ravens che, nel complesso, sia ieri che in tutti i playoff, si sono meritati di alzare il Vince Lombardi Trophy.
Flacco, MVP del Match, è stato senza ombra di dubbio il migliore ieri. Praticamente perfetto, non è caduto in errore nemmeno quando la sua difesa e un attacco conservativo gli hanno riconsegnato un incontro in bilico, dopo averlo quasi già vinto ad inizio del 3° quarto. In questi giorni avevo parlato di un Joe vicino alla consacrazione tra i top QB della NFL. Adesso dopo questo Super Bowl vinto, con 3 TD pass, fa certamente parte di questa strettissima cerchia di Quarterback. Non mi piace fare paragoni, ma se questi Ravens assomigliavano nei playoff ai Giants della passata stagione, ovvero i più in forma nella postseason dopo una stagione regolare normale, questo Flacco ha molto di simile ad Eli Manning. QB anch'esso un po' snobbato, con stat non entusiasmanti in regular season, ma capace di trasformarsi in una macchina perfetta quando le partite contano veramente. 
Ragazzi, inutile essere dei Ryan, Rivers, oppure Romo e fare rating da paura da settembre a dicembre e poi crollare nei match che contano. Flacco anche quest'anno in stagione aveva un normalissimo 22 TD e 10 intercetti, mentre nelle 4 partite di playoff ha lanciato 11 TD e zero, ripeto zero, intercetti. Eguagliando il record di Joe Montana. In più in carriera ha già all'attivo 9 vittorie, di cui 6 in trasferta e una di Super Bowl, in postseason che ne confermano il carattere vincente. Qualità che spesso viene confusa con il talento puro, ed invece sono due cose diversissime. 
Ieri è stata l'ultima per il grandissimo Ray Lewis, un campione che in questi 17 anni di Ravens ha fatto la differenza sia in campo che in side line caricando i compagni. Ieri si è visto che la velocità e il tempismo nei tackle non è più quello di qualche stagione fa, ma il suo ritorno in campo dopo l'infortunio a inizio playoff ha coinciso con un cambio radicale di Baltimore. Segno che, già la sua presenza, contribuisce molto ad elevare il livello di tutto il team. Adesso, come già annunciato, smetterà. Lasciando un grande vuoto nel cuore non solo dei fans dei Ravens, ma anche di tutti gli amanti del Football. È però bello veder lasciare la scena in modo trionfale come ieri sera ad un futuro Hall of Famer e ad uno dei più grandi linebacker che la storia NFL ci abbia mai regalato.
Altri player meritano di essere menzionati, come l'eccezionale Ed Reed che ieri, con l'intercetto, si è portato a 9 diventando così, a pari merito, il migliore per numero di intercetti nei playoff in carriera.
L'altro nome da citare è il Wide Receiver Anquan Boldin, scaricato 3 stagioni fa con troppa facilità dagli Arizona Cardinals. Anche se quest'anno non ha reso al meglio in stagione con soli 4 TD, ecco che anche lui come Flacco ai playoff si è trasformato realizzandone ben 5.
I 49ers ieri, a mio modo di vedere, hanno mostrato gli stessi errori fatti contro i Falcons con un avvio incredibilmente sottotono. È vero che nel 3° quarto hanno dimostrato di meritarsi di essere lì a giocarsi il Super Bowl, ma questa grande difesa spesso osannata e che ha monopolizzato i posti nel pro bowl, si è fatta letteralmente ridicolizzare dal passing game di Baltimore.
Kaepernick esce dal suo primo Super Bowl e dalla sua prima postseason con molti dubbi. Non ha fatto male, ma non ha inciso né contro i Falcons né ieri nella prima parte match. Forse ancora un po' acerbo per affrontare al meglio fin da subito queste gare. Comunque ieri gran parte del merito, del ritorno in partita dei 49ers, va al vero fenomeno di San Francisco ovvero Crabtree. Prende ogni palla e, anche con difese non certo gentili, dimostra di incassare i placcaggi e spesso, grazie alla sua rapidità, di sfuggire ai difensori avversari trasformando ricezioni da 15/20 yards in guadagni ben più lunghi.

 

06 febbraio 2012

Super Bowl XLVI

21 New York Giants Vs New England Patriots 17 
 
"Eli Manning over the top!!!"

Al Lucas Oil di Indianapolis, i Giants conquistano il loro quarto Super Bowl, con un finale che rispecchia la loro stagione in rimonta e segna in modo indelebile la carriera di Eli Manning, ormai uno dei migliori quarterback della NFL.

Il riassunto:
L'incontro vede un inizio targato New York, con la Safety contro i Patriots e i primi 2 punti. Brady, vicinissimo a subire il sack, dentro la propria endzone, lancia un Intentional grounding. 
Nel drive seguente gli ottimi Giants percorrono 78 yard, chiudendo con un TD pass da 2 yard per la ricezione di Victor Cruz. Un lancio, quello di Eli Manning, che passa vicinissimo a due difensori dei Patriots, ma precisione e tempo del passaggio sono perfetti.
Una partenza da mettere in ginocchio chiunque, ma Brady non si lascia intimorire e il secondo quarto inizia, per i Patriots, con un Field Goal di Gostkowski ad accorciare le distanze. 
Il sorpasso arriva grazie ad un drive di ben 96 yards, che vede Brady lanciare come una macchina perfetta e trovare la degna conclusione con la ricezione per 4 yard del RB Woodhead. 
Così si chiude il primo tempo con i Patriots a condurre per 10-9.
Il terzo quarto si apre con un altro drive velocissimo di New England e porta Aaron Hernandez al Touchdown su ricezione per il 17-9. 
Visto il distacco di 8 punti per New York non basterebbe più nemmeno un TD con un semplice extrapoint per recuperare. In più l'inerzia sembra tutta dalla parte dei Patriots.
I Giants tornano a far bene con la loro difesa e tengono lontani dalle segnature New England, però non riescono a produrre più di 2 Field Goal. Quindi 17-15 Patriots.
Si arriva dunque a 3 minuti e 46 secondi dal termine. Palla nelle mani di Manning, che al primo play lancia lungo la side line per una ricezione strepitosa di Manningham, che riceve ed esce dal campo toccando prima il terreno con i 2 piedi, proprio sulle 50 yards davanti a Bill Belichick. Lo stesso coach non vuole credere a quanto visto e lancia la flag per un challenge sulla decisione. Gli arbitri, che avevano dichiarato ricezione, confermano quanto detto sul field anche dopo aver visto ai replay l'azione. New England così perde anche un prezioso time out.
Manning, come giusto che sia, prosegue con il gioco aereo, che viaggia sulle mani ancora di Manningham e Nicks. Giustamente Tom Coughlin, il coach di NY, decide, una volta arrivati a raggio field goal, di far scorrere il tempo per non concedere un eventuale drive di risposta ai Patriots. 
Quella vecchia volpe di Belichick, una volta capito che ormai i Giants li avrebbero superati, da ordine alla sua difesa di lasciare il varco aperto per la corsa di Bradshaw. Infatti il RB di New York corre in tranquillità le 6 yards che lo separano dalla endzone e dal TD del sorpasso per il 21-17 Giants. 21 punti perché provano una conversione da 2 che non riesce e quindi dal Touchdown ottengono "solo" 6 punti. 
Quanto basta per costringere i Patriots, nei pochi secondi che rimangono, a cercare unicamente il TD per ottenere la vittoria.
Brady cerca in ogni modo di lanciare in endzone per il passaggio finale della disperazione, ma tra una selva di mani la palla viene toccata da un difensore di New York e termina la sua carambola a terra, per l'incompleto che decreta la fine del Super Bowl XLVI e il successo dei New York Giants come 4 anni fa.

L' analisi:
I Patriots escono sconfitti e questo ci si poteva attendere. Non è certo stata una sorpresa come fu nel 2008, quando vi erano arrivati senza sconfitte. Ieri i loro punti deboli dovevano essere la difesa da compensare con la fase offensiva, ma non è andata secondo le previsioni. La difesa di New England ha tenuto ottimamente, si è lasciata andare solo nell'ultimo drive, visto che dal secondo quarto hanno concesso soltanto 2 field goal all'attacco guidato da Eli Manning.
Invece Brady e i suoi compagni di reparto hanno deluso molto, soprattutto nel finale, quando i numerosi drop dei ricevitori e l'errore sull'intercetto di Tom hanno impedito l'allungo decisivo. Senza dubbio l'attenuante maggiore arriva dalla brutta serata di Gronkowski, che a causa dell'infortunio alla caviglia di 15 giorni fa, non è stato nemmeno al 50% delle sue capacità.
Nella fase centrale dell'incontro sembrava che Bill Belichick, una volta accertata la limitata forma di Gronkowski, avesse trovato il giusto playbook per giocare con il resto dei ricevitori e sulle corse. Purtroppo però se nel secondo e terzo quarto Welker, Hernandez e Branch hanno sopperito, nel finale si sono persi palloni decisivi e hanno palesato una mancanza di carattere nei momenti decisivi. Inutile giocare bene quando si è in vantaggio. Ciò che fa la differenza è emergere tra la normalità, quando ogni ricezione può far cambiare e soprattutto chiudere il match.
Anche Brady dal canto suo non è apparso al top, seppur abbia infranto il record per lanci completi di fila in un Super Bowl con 16. È mancato all'inizio e verso la fine dell'incontro. Il primo errore è stato l'intentional grounding lanciato. Una volta trovatosi all'interno della endzone, dopo aver fatto passare secondi prima di lanciare, un QB della sua esperienza doveva capire che uscire dalla tasca e sparacchiare in side line era l'unica soluzione. Invece ha tenuto palla, fermo immobile, e una volta vicino a subire un sack ha lanciato prendendo la Safety ormai inevitabile e regalando cosi possesso e 2 punti agli avversari.
Anche in occasione dell'intercetto mi sarei aspettato di più, dopo essere riuscito a sfuggire a due sack non era il caso di forzare un passaggio sul profondo in coordinazione precaria. Quella è una mossa che prova a fare un QB quando si trova a dover recuperare il risultato e deve necessariamente tenere in vita il drive o segnare. In quell'occasione, essendo New England in vantaggio di 2 punti e sul 1° e 10 anche una corsa personale di poche yard andava bene, sarebbe stato un 2° e 5 magari, quindi un drive ben più che vivo. Invece nel suo passaggio disperato ha commesso un errore. Non so se di presunzione o di foga, ma comunque non da lui.
Dello stato di salute di Gronkowski ne abbiamo già parlato e con lui al 100%, forse, il finale sarebbe stato diverso. Un team da Super Bowl non si può limitare ad un solo bersaglio per vincere, pur forte che esso sia.
La difesa di New England ha tenuto ben oltre le aspettative. Ha fermato molti drive di New York e forzato 2 fumble, però non è stata così reattiva da recuperarli. Per essere stata la 31esima difesa della lega, durante la stagione, ha sfoggiato dei playoff di tutto rispetto, compreso il Super Bowl.
Bill Belichick, restando comunque un grandissimo, si deve assumere la colpa di non aver sopperito in modo appropriato ad un Gronkowski che per 2 settimane ha sofferto del problema alla caviglia. Ovviamente per non dare informazioni all'esterno si doveva minimizzare l'infortunio, però il coaching staff doveva, con 15 giorni di tempo, correre ai ripari e mostrare qualche soluzione migliore.
È tempo di rivincite in casa New York. Eli Manning, vissuto sempre nell'ombra di suo fratello Peyton, demolisce ogni critica vincendo il suo secondo Super Bowl. Anche ieri ha saputo guidare i Giants in una rimonta che sembrava diventata impossibile, invece Manning è riuscito nell'impresa. Ci sono molti QB che venivano preferiti a lui, ma adesso è l'ora di fare i confronti seri. Quelli dove i numeri contano sì, ma solo quelli degli anelli vinti. Basta con yards lanciate, intercetti, percentuale di completi e rating, l'unica cosa che veramente conta sono i Super Bowl!!!
Eli ne ha 2, ed è sopra ad ogni altro QB della NFL che ne abbia meno di lui. Perché non mi si venga a dire che Manning ha vinto con team fortissimi, ma solo con squadre buone ben bilanciate, in cui il quarterback doveva mettere quel qualcosa in più per vincere, ed Eli l'ha fatto.
Tom Coughlin, l'Head Coach dei Giants, con questo successo diventa, all'età di 66 anni, il più anziano HC ad aver vinto un Super Bowl. Non è certo questo a far di lui un grande, ma il fatto, ormai riprovato, che sia l'unico a riuscire a battere ben 2 volte un coach come Belichick al Super Bowl.
L'attacco di New York chiude l'incontro con una prestazione di collettivo, dove ognuno ha dato il meglio di sé. Ovviamente a spiccare tra tutti sono sempre i soliti come Hakeem Nicks WR (10 ric. 109 y), Mario Manningham WR (5 ric. 73y), Victor Cruz WR (4 ric. 25 y e 1TD), Ahmad Bradshaw (17 corse 72 yard 1 TD rush).
Merita parte del successo anche il kicker Lawrence Tynes, impeccabile nei 2 calci, anche se un po' di timore per quanto sono passati vicini al palo l'ha messo. Se sono arrivati fin qui è merito anche dei suoi field goal contro i 49ers.
Soprattutto il punter Steve Weatherford, ruolo spesso secondario, è stato bravissimo nel dare posizioni di partenza difficili ai Patriots grazie ai suoi punt, di cui ben 3 all'interno delle 20 yards.
La difesa avrebbe potuto fare di più, perché quando la pass rush ha funzionato per i Patriots sono stati dolori. Nel 2° e 3° quarto sono andati un po' in crisi, ma quando contava, ovvero nel finale, hanno eretto un muro con linebackers e secondarie e sguinzagliato la linea difensiva alla caccia di Brady.